Appunti sul romanzo di Giuseppe Pili
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Sono lieto che le considerazioni da me espresse "a caldo" siano state utili ad approfondire le angolazioni prospettiche del suo romanzo.Avrei dovuto attendere la seconda lettura, e mi scuso di non averlo fatto, ma, mi creda, io che ho scritto due romanzi (entrambi inediti) faccio fatica a trattenermi dall'esprimere un giudizio immediato.
Comunque, vedo che le mie chiavi di lettura, per quanto semplici ed immediate, trovano in genere il suo consenso. Il resto è poco importante, perchè un lettore è libero di dissentire, come uno scrittore ha il dovere di scrivere ciò che lui sente dentro come ineluttabile.
Spero che lei abbia già incontrato nella sua fantasia un'altra storia che la coinvolga. Sarò lieto di discutere qualche trama con lei. Adesso, torno ad invitarla alla lettura del Codice da Vinci, che svolge i SUOI STESSI TEMI, in modo addirittura impressionante, comne se gli autori si fossero consultati a vicenda ( è ridicolo dirlo).
Gli sviluppi sono ovviamente diversi, perchè il Codice è un triller fatto per epater le bourgeois, pieno di colpi di scena e di suspense. In una parola, molto anglo-sassone e anche divertente, almeno per 250 pagine. Poi un lettore esperto prevede tutti gli sviluppi. Comunque ritroverà la scena del Circolo Demetra e delle maschere!!! E questo servirà a confortarla nelle sue scelte contestate dai lettori come me!
Non le dico di più.
Un caro saluto. A presto.
Guido
