Appunti sul romanzo di Giuseppe Pili
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Lavoro superbo, di piacevole lettura ma di impegnativa penetrazione della sua profondità, dal taglio moderno ma che rifugge da certe forme estreme poggiandosi su una sensibilità compostamente classica, dal ritmo interessante, i cui piani narrativi s'intrecciano elegantemente, mettendo in luce genialità, estrosità, talento naturale da vero artista.
Il linguaggio, dal lessico curato, dall'espressione lapidaria, asciutta, esprime massime concettose trasmettendo emozioni e, come la poesia, che si costruisce sui dettagli, rende il discorso attraente, a tratti con humor sottile.
A prescindere dal racconto in sé, tra storia e leggenda, a metà tra l'indagine e l'enigma, emerge da esso l'intelligenza, la creazione, la dialettica che prende per mano il lettore e lo inoltra con delicatezza d'animo, onestà intellettuale e rigore morale verso un'analisi critica di una certa realtà consolidata, capovolgendo il metodo d'indagine, in combutta tra scienza e interpretazione, per cui verità inconfutabili non sono che un sapere organizzato, sovrapposto, in commistione con quello del passato: ecco quindi il limite labile tra storia e leggenda, mito e creazione.
I personaggi, enigmatici, caratteriali, appaiono come su un palcoscenico ideale, con accenti aderenti alla propria diversità, in una teatralità che visualizza realisticamente.
La seconda parte del testo è l'input che giustifica l'altalena del racconto, è il punto chiave che dà valore e significato al tutto, altrimenti rimarrebbe solo, per quanto interessante, l'assetto romanzato e non un messaggio intrinseco che lascia aperto un dibattito, o quanto meno ne indica un percorso e dove spunta prezioso un sistema di ricerca che si poggia sulla filosofia relativista, sul pragmatismo, sulla psicologia e sociologia; insomma, su un impegno che presuppone uno studio di approfondimento e di sistemazione.
Ma c'è anche tanta levità di un'arte sentita come esigenza, e non mercificata, che deve trovare spazio, un impegno che deve essere raccolto perché, onestamente, si faccia volare alto chi ha molto da dare e da dire.
