Appunti sul romanzo di Giuseppe Pili
Il sito del Ventre
[Biram Bai]
[Bruno Murgia]
[Bruno Olivieri]
[Daniele Mocci]
[Daniele Tomasi]
[Elvezio Sciallis]
[Emiliano Longobardi]
[Eva Carriego]
[Fabrizio Lo Bianco]
[Marcello Lasio]
[Paolo Maccioni]
[Pezzo Zero]
[Pierpaolo Valenti]
[Rael Is Real]
[Roberto Ledda]
[Silvio S.]
[Smoky Man]
oggi
marzo 2008
giugno 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
luglio 2005
maggio 2005
marzo 2005
febbraio 2005
novembre 2004
ottobre 2004
visitato *loading* volte
Mercoledì 11 gennaio 2006
Monserrato - Biblioteca Comunale ("Monserratoteca"), ore 18.30.
Incontro con l'autore. Introduzione di Gianni Argiolas (Assessore alla Cultura) e relazione di Paolo Lusci (Casa Editrice CUEC).
Grazie a Marina, Silvia e lo staff della biblioteca. Erano presenti 20/25 persone. La struttura, nuova fiammante, è bella e accogliente.
L'introduzione di Paolo è stata molto affettuosa e mi ha riportato al tempo in cui eravamo colleghi di Università.
Della sua relazione mi ha colpito il richiamo alla persistenza degli scrittori sardi nel cercare di nobilitare le proprie origini storiche. Era un tratto che avevamo approfondito durante i seminari del professor Marci, evidenziando come fosse espressione di un sentimento d'inferiorità culturale, di cui i Falsi d'Arborea rappresentano il caso più eclatante. Evidentemente l'avevo rimosso.
Tuttavia la mia considerazione (e mi pento di non averci pensato sul momento) è questa: la ricerca delle proprie radici storiche è di per sé un atto nobilitante, perché è l'Antichità a conferire Valore, non uno status etnico, razziale o culturale ratificato socialmente.
Io credo che non si tratti del sentimento dell'Arricchito che cerca di fondare la propria discendenza dai Conti o Marchesi Tal-dei-Tali, quanto dell'ansia dell'Adottato che sente l'intima esigenza di conoscere i propri genitori naturali.
La differenza mi sembra sostanziale.
Il problema centrale della serata per quanto mi riguarda è stato il riscaldamento assente, perché il freddo ha rallentato le mie facoltà mentali, tanto che ho dovuto ricorrere al terribile Foglio di Emergenza: quattro paginette di appunti nel quale rispondo alle domande più comuni che mi vengono poste durante gli incontri.
Lungi dallo stimolare il dibattito, il FdE ha appagato ogni curiosità, facendomi pentire di averlo letto: le domande successive hanno infatti cercato d'indagare su ciò che non si può ricavare dei risvolti di copertina, ossia - ahimé - l'identità concreta dell'autore, del tutto inessenziale.
Le vendite sono state proporzionate al pubblico.